Qualche mese fa abbiamo pubblicato sull’International Journal of Speleology un lungo paper dedicato al nostro kit di monitoraggio in tempo reale delle grotte. Riki e Dolphin, questo il nome dei dispositivi che registrano parametri chimico fisici di aria e acqua e li inviano a un server web, producono una enorme quantità di dati. La domanda, a questo punto, è: cosa ne facciamo? Per spiegare come abbiamo deciso di gestire i dati ottenuti in tempo reale abbiamo pubblicato sul CREG Journal (la famosa rivista della British Cave Research Association) un articolo diviso in due puntate per motivi di spazio. La prima puntata è appena uscita sul numero 135 (https://bcra.org.uk/pub/cregj/index.html?j=135):
In questa prima parte descriviamo nei dettagli il modo in cui memorizziamo i dati in tempo reale su un database SQLite, e come utilizziamo delle query SQL per eseguire le statistiche più semplici, generare grafici con LibreOffice, e per avere una visione delle situazione attuale.
Nella seconda parte, che stiamo completando di impaginare e che presumibilmente verrà pubblicata sul numero in uscita a fine anno, descriveremo l’utilizzo di Grafana e query ancora più complesse, utili per fare analisi di correlazione.
Nel 2018 abbiamo iniziato a sviluppare un sistema che ci permettesse di ottenere dati in tempo reale dalle grotte del Carso Classico. Dopo anni di esperimenti con diverse tecnologie, nel 2024 siamo riusciti a sviluppare un kit completo, costituito da 3 elementi:
Dolphin: il dispositivo da fissare in fondo alla grotta, eventualmente anche sott’acqua
Riki: la centralina di controllo e alimentazione, da posizionare all’ingresso della grotta
Dragino: il trasmettitore radio, reperibile su vari negozi online
Sia Dolphin che Riki possono supportare una vasta gamma di sensori: analogici, digitali, seriali, I2C. L’alimentazione viene fornita da Riki, idealmente all’esterno della grotta, quindi per sostituire la batteria non c’è bisogno di entrare in grotta. Inoltre, Riki può essere collegato a uno schermo eInk oppure a un datalogger microsd, per consentire il recupero di dati anche nel caso in cui la trasmissione radio non funzioni, sempre senza necessità di entrare in grotta.
I nostri dispositivi sono pubblicati come Open Source, con codice e schemi per i PCB disponibili sul nostro GitHub (https://github.com/kraskikrti/rikidolphin). Le schede sono molto facili da saldare, e i componenti sono di facile reperibilità online. Abbiamo stimato che, a fine 2025, il costo dei vari componenti di Dolphin ammonti a circa 15 euro (scheda inclusa, stampabile online: https://aisler.net/p/GDHNMVOC), a cui vanno aggiunti ovviamente i sensori (qui il costo può variare indicativamente tra gli 80 e i 200 euro a seconda di cosa si desidera monitorare). Il costo complessivo di Riki, invece, ammonta a circa 40 euro (anche in questo caso scheda inclusa, stampabile online: https://aisler.net/p/BODBYGCG), più 11 euro per una batteria LiPo da 12V e 50Ah. Il trasmettitore Dragino RS485-BL si può acquistare pronto all’uso solitamente su AliExpress tra i 50 e i 60 euro. In altre parole, un kit completo costa intorno ai 120-130 euro, più il costo dei vari sensori da aggiungere a Dolphin (es.: noi attualmente stiamo utilizzando una sonda di conducibilità da 70 euro).
Naturalmente, per piccoli quantitativi è perfettamente possibile per un hobbyista saldare i componenti personalmente su Riki e Dolphin: è sufficiente un normale saldatore amatoriale d 20 euro, le schede sono state appositamente progettate senza componenti SMD. Per quantitativi più grandi, può avere senso coinvolgere una azienda specializzata in elettronica, affidando a loro la produzione: tutto il nostro materiale è rilasciato come Open Source, senza limitazioni per l’utilizzo commerciale. Questo faciliterebbe l’adozione da parte di federazioni di gruppi speleologici, che a quel punto si ritroverebbero con dei kit pronti all’uso senza bisogno di avere alcuna competenza di elettronica.
L’Abisso Bonetti
A maggio 2024 abbiamo iniziato a raccogliere dati sulla temperatura dell’Abisso Bonetti, e ricevendo i dati in tempo reale abbiamo potuto verificare una cosa che fino a quel momento avevamo solo ipotizzato: in alcuni momenti dell’anno si verificano delle colonne di aria fredda che scendono rapidamente il pozzo principale, e abbassano la sua temperatura sensibilmente. In alcuni casi è stata persino registrata una temperatura inferiore a 0°C a 50 metri di profondità, un evento decisamente raro sul Carso Goriziano.
Il nostro sistema preleva anche dati dagli eccellenti sistemi di monitoraggio ambiente della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia (https://monitor.protezionecivile.fvg.it/) e dell’ARSO (agenzia ambientale della Slovenia, http://hmljn.arso.gov.si/en/water/data/stanje_voda.html), per facilitare la correlazione tra precipitazioni, livello dei fiumi, e cambiamenti nei parametri fisici all’interno delle grotte.
Il paper che abbiamo scritto a proposito di questi dispositivi e del loro utilizzo nell’Abisso Bonetti è stato pubblicato sull’International Journal of Speleology, la prestigiosa rivista peer reviewed internazionale:
Riteniamo che i dati debbano essere a disposizione di tutti gli speleologi, che potranno quindi sviluppare le loro ricerche liberamente basandosi su di essi, con la sola condizione di riconoscere alle Talpe del Carso l’attribuzione dei dati. Si può decidere il periodo temporale da visualizzare semplicemente cliccando sul menù in alto a destra: