Iscrizione registro APS

Dopo l’approvazione del nostro statuto, abbiamo fatto richiesta di essere inseriti nel registro delle Associazioni di Promozione Sociale.
L’ufficio regionale delle Autonomie Locali ci ha inviato una richiesta di modifica del nuovo statuto, perché riteneva che non avessimo espresso correttamente le attività del nostro gruppo nello statuto secondo la nuova normativa. Si tratta di una interpretazione della legge che non condividevamo e, con il supporto dell’avvocato che ci ha seguito nella stesura del nuovo statuto, l’ufficio si è convinto della validità della formulazione del nostro statuto. In breve tempo, l’ufficio ci ha quindi gentilmente comunicato l’avvenuta iscrizione al registro APS. Questo comporterà una transizione automatica al nuovo registro Enti del Terzo Settore, quando sarà ufficialmente entrato in vigore.

Potete leggere qui il decreto di inserimento nel registro APS: www.kraskikrti.net/varie/901_DC%20TALPE%20DEL%20CARSO.PDF.

Rinnovo dello statuto 2018

Pochi giorni fa, abbiamo fatto un importante passo avanti per adeguarci alla normativa del Terzo Settore, rinnovando il nostro statuto in modo da essere una Associazione di Promozione Sociale. Abbiamo rimosso tutti i punti del nostro statuto, ormai vecchio di quarant’anni, che erano in contrasto con la giurisprudenza attuale, e abbiamo snellito la forma dell’associazione in base alla nuova normativa.

Chi è interessato, può leggere il verbale dell’assemblea di approvazione, e lo statuto stesso, al link www.kraskikrti.net/varie/verbale-assemblea-statuto-2018.pdf

Un campionatore automatico per le acque sotterranee

Durante la nostra prima sessione di tracciamenti è immediatamente apparso un problema: per seguire il passaggio della fluoresceina bisogna prelevare l’acqua spesso e da molti punti sparsi sul territorio. È un consumo di risorse umane notevole: fare tre giri di campionamento al giorno per una settimana richiede decine di persone, e considerando che siamo tutti volontari la cosa non è affatto semplice.

Del resto, l’operazione di per se non è troppo complicata: si tratterebbe soltanto di prelevare dell’acqua a intervalli regolari. Una operazione noiosa, e quindi perfetta per le macchine più che per gli uomini. Abbiamo quindi pensato a uno strumento che possa prelevare automaticamente l’acqua per alcuni giorni. Lasciandolo sul posto e tornando a recuperarlo dopo qualche giorno dovremmo fare soltanto due giri, risparmiandoci molta fatica. Strumenti simili esistono, anche non sono facili da comprare perché poco diffusi, ma costano molto perché pensati per ambiti molto più professionali del nostro. Il nostro obiettivo è di realizzare qualcosa di economico, semplice da usare, da costruire, e da trasportare (per portare un macchinario nelle grotte deve poter stare in uno zaino senza rompersi). La soluzione prevede l’uso di Arduino per controllare un servomotore e una pompa a immersione (attivata con un relé).

Il circuito è molto semplice, si può realizzare collegando i vari componenti con un paio di cavi, senza bisogno di schede o saldature, occupando quindi poco spazio:

La struttura del dispositivo è basilare: una scatola di legno che, su un lato, contiene una torretta con in cima il servomotore. Sul motore è fossato il tubo d’acqua proveniente dalla pompa, così si può ruotare il tubo di 180° per dirigere l’acqua in una bottiglia diversa. Sotto al tubo è presente un semicerchio in plastica diviso in spicchi di dimensione uguale (nel prototipo 10 spicchi di cui 8 utilizzati effettivamente). Ciascun settore del semicerchio si comporta come un imbuto, dirigendo l’acqua che riceve in una apposita bottiglia. Questo ci permette banalmente di prelevare l’acqua con la pompa e versarla in un bottiglia, poi spostare il tubo e versare in un’altra bottiglia fino a riempirle tutte.

Il semicerchio è realizzato, per ora, con un foglio di policarbonato pieghevole, e i settori sono costituiti mettendo delle barriere nel semicerchio. Dal fondo di ciascun settore esce un tubo che permette di inserire la bottiglia relativa a quel settore specifico. Il tutto tenuto assieme da colla a caldo.

Il codice è piuttosto semplice:

//Codice realizzato da Luca Tringali - G.S. Talpe del Carso
//Rilasciato con licenza GNU GPL3
#include <Servo.h>

Servo myservo;

int start = 150;
int passo = 20;
int wflush = 0;
long timetofill = 60000;
long timetoflush = 10000;
long wait = 30000;

int ServoPin = 9;
int RelayPin = 8;

int pos = 0;  

void setup() {
  myservo.attach(ServoPin);
  pinMode(RelayPin, OUTPUT);
}

void loop() {
for (pos = start; pos >= 0; pos -= passo) { 
    //Faccio scorrere l'acqua finché si vuota quella vecchia
    myservo.write(wflush);
    digitalWrite(RelayPin, HIGH);
    delay(timetoflush); 
    digitalWrite(RelayPin, LOW);
    //Mi sposto alla posizione giusta
    myservo.write(pos); 
    delay(passo*10);        
    //Riempio la bottiglia
    digitalWrite(RelayPin, HIGH);
    delay(timetofill);        
    digitalWrite(RelayPin, LOW);
    //Aspetto per il prossimo turno
    delay(wait);        
  }
}

La procedura prevede un ciclo che parte da 180 e sottrae 20 fino ad arrivare a 0, in modo da spostare il tubo di 20 gradi da un capo all’altro del semicerchio. Prima di cominciare a versare l’acqua in ciascun settore del semicerchio (e quindi in ogni bottiglia) si ruota del tutto il motore e si fa scorrere l’acqua per assicurarsi che il tubo sia pulito, in modo da evitare contaminazioni da precedenti prelievi. Poi il tubo ruota sullo specifico settore del ciclo attuale e si comincia a versare l’acqua. Si continua a tenere la pompa accesa per 60 secondi, in modo da essere sicuri che le bottiglie siano piene (in alcune l’acqua traboccherà, ma non importa). Poi si aspetta. Il tempo massimo che è possibile aspettare tra una iterazione e l’altra è 2147483647 millisecondi, cioè 596 ore (24 giorni). Questo è un video del funzionamento del prototipo:

La sperimentazione è appena iniziata, e ci sono sicuramente alcuni punti da chiarire: se il modello della scocca è già pensato per poterci facilmente aggiungere un ancoraggio da parete, visto che in alcune grotte non c’è un pavimento su cui appoggiare il macchinario, non è ancora chiaro quanto facile sia da trasportare. Inoltre, non è ancora chiaro quanto sia affidabile in merito alla durata delle batterie, e se abbia senso usare batterie ricaricabili. Un altro punto cruciale da capire è se si possa produrre facilmente il semicerchio già diviso in settori con una stampante 3D: la costruzione del semicerchio è la parte più lenta e più difficile da mantenere identica su tutti i macchinari che si costruiranno. Con una stampa in serie si potrebbero risolvere i problemi e, rendendo la separazione dei settori più regolare e netta si potrebbero avere molti più settori: al momento è possibile usarne al massimo 8-9, che con tre prelievi di acqua al giorno permettono di fare i campionamenti automaticamente per 3 giorni. Ma se si potesse spostare il tubo di 10° per volta, il numero di settori potrebbe raddoppiare. Tutto sta, quindi, nel capire quanto precisa possa essere la costruzione del semicerchio di imbuti per dividere l’acqua nelle varie bottiglie.

Il tracciamento delle acque

In seguito ai tracciamenti di fine giugno, a cui abbiamo partecipato con le poche forze disponibili, l’Università di Trieste ci ha comunicato il passaggio del tracciante: per capire meglio la situazione, abbiamo pensato di segnare i punti su una rappresentazione LiDAR, per farci una idea di come si muova l’acqua. Il punto blu rappresenta l’immissione della fluoresceina, gli altri i punti di campionamento.

Non solo è strano che il palese canalone tra Doberdò e Pietrarossa non porti affatto acqua, ma è pure strano che a Sablici Idrometro il tracciante arrivi dopo 24 ore dall’immissione e a Sablici 2 arrivi ben 48 ore dopo (nonostante in linea d’aria Sablici 2 sia più vicino), e che a Sablici 4 non arrivi proprio. La spiegazione più “semplice” è che tutta la zona tra Jamiano e Sablici sia attraversata da una serie di canaloni sotterranei con vari sifoni. Abbiamo già cominciato a esplorare la zona in cerca di cavità che possano affacciarsi sull’acqua e permetterci di capire quali siano i corsi d’acqua sotterranei principali.

Le soddisfazioni dello scavo

Riportiamo un articolo scritto alcuni anni fa per parlare di un nostro scavo.

La nostra è una storia di passione e di fortuna. E, perché no, di nonsense, che in un racconto sta sempre bene e tiene svegli i lettori. Nella nostra storia, però, la fortuna è intesa nel senso latino del termine: non positivo ma neutro. Semplicemente un altro modo per definire il caso, che può essere sia favorevole che avverso. Leggi tutto “Le soddisfazioni dello scavo”

Ciao mondo!

Ricomincia oggi il nostro sito web, interrotto alcuni anni fa. Non sappiamo ancora dove ci porterà: per ora è solo un posto per pubblicare i risultati della nostra attività speleologica. Non pubblicheremo spesso, cercheremo di farlo solo quando avremo qualcosa da dire.