L’anno scorso, al convegno Speleo 2025, organizzato a Gorizia abbiamo presentato quello che in realtà è il frutto di un lavoro fatto alcuni anni fa, ma che non avevamo mai avuto occasione di presentare: il rilievo dei camini della galleria ferroviaria del Locavac, sulla linea Monfalcone-Trieste. Il fatto è che i camini in se stessi, architettonicamente e speleologicamente, sono oggetti piuttosto semplici: la parte più interessante è rappresentata dalla storia di come li abbiamo scoperti e la tecnologia che abbiamo sviluppato per rilevarli in sicurezza. E anche il ruolo che questa galleria ha avuto negli eventi della Grande Guerra.
Abbiamo quindi deciso di raccontare questa storia in un modo meno “scientifico” ma più divulgativo, per presentare un modo diverso di fare divulgazione speleologica attraverso i dati: più multimediale e cinematico. Sfruttando i rilievi 3D che abbiamo prodotto e il rilievo LiDAR del terreno abbiamo utilizzato software gratuito per produrre una animazione 3D, con l’obiettivo di far vivere a tutti la nostra esplorazione e la scoperta della tragica storia che lega la galleria alla brigata Valtellina durante all’inizio del settembre 1917.
Il risultato è questo filmato, che abbiamo recitato durante il convegno, e che pubblichiamo ora online:
Nel nostro articolo, pubblicato sugli atti del convegno, abbiamo descritto in modo tutorialistico la procedura completa che abbiamo utilizzato per importare in Blender i modelli dei camini e del terreno, sempre utilizzando software gratuiti e alla portata di tutti (es.: QGIS). L’obiettivo è spiegare come anche con pochissimi mezzi sia possibile realizzare dei contenuto divulgativi a tema speleologico. Il risultato non è paragonabile alla qualità che si ottiene che strumenti professionali che costano decine di migliaia di euro, ma la realtà è che può comunque essere un modo valido di coinvolgere il pubblico e avvicinarlo alla speleologia. E può anche essere un modo produttivo di utilizzare i rilievi 3D che ormai si producono in tutta Italia: grazie al DistoX e alle varie alternative, molte grotte italiane sono infatti ormai rilevate in tre dimensioni, ma al momento ci sono pochi utilizzi per questi modelli digitali. La nostra proposta è di utilizzarli, oltre che per la semplice consultazione da parte di speleologi, anche per fini divulgativi.
Potete trovare qui l’articolo in alta risoluzione:
https://www.kraskikrti.net/charlotte/lokavac/30_atti_speleo25_Lokavac.pdf
Gli atti completi del convegno sono stati pubblicati sul sito del catasto speleologico del Friuli Venezia Giulia: https://catastogrotte.regione.fvg.it/allegati/csrfvg/atticonvegnospeleo2025



























